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Carlo D'Orta. Metafore architettoniche
a cura di Leonardo Conti

dal 16 ottobre al 20 novembre 2021
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OPENING
SABATO 16 OTTOBRE ORE 18
con un fotogamma musicale di
Paola Samoggia


La PoliArt Contemporary di Milano è lieta di annunciare la mostra
Metafore architettoniche dedicata a CARLO D’ORTA. In una serrata selezione di circa venti opere l’esposizione attraversa i cicli maggiori degli oltre venticinque anni di ricerca del fotografo romano.

Sono passati quattro anni dalla prima personale negli spazi della PoliArt Contemporary, incentrata sul ciclo delle Biocities, in cui l’artista inventa un nuovo sguardo geometrico (eppure potentemente lirico), per comprendere in modo folgorante la potenza visibile dell’architettura contemporanea. Quella potenza di vedere gli scenari metropolitani come nessun altro era stato in grado di fare prima di lui, quell’inedito leggere in filigrana lo spirito del tempo, che forse solo l’archeologo, rigoroso e commosso, è in grado di raccogliere dalle rovine del tempo, è la luce vivissima che sempre attraversa l’obiettivo della macchina fotografica di Carlo D’Orta.

Nella mostra milanese, a fianco delle Biocities, sono presentate alcune opere scelte dall’ormai celebre ciclo delle Vibrations, in cui l’ossimoro di una meticolosa distorsione è forse il modo più efficace e sintetico per descrivere il quasi ossessivo rincorrersi degli specchi nella sensibilità architettonica contemporanea. D’Orta ne mostra il potere compositivo e permutativo, di grattacielo in grattacielo e di piano in piano, fondendo il rigore geometrico e le variazioni modulari, quasi contrappunti musicali, con la sorpresa folgorante e trasfigurante delle timbriche accensioni d’inattesi riflessi. È l’irrompere della natura che sempre scompagina e sempre rende vitali le cose. L’artista lo sa, compagno delle ore nell’attesa delle luci.

Quelle luci che, talvolta, rivelano potenze tonali e timbriche inattese, calde e pastose come una pittura antica, olio che dà corpo ai riflessi: è ciò che accade nel ciclo Pittura, in cui D’Orta ritrova persino la luce perduta di uno sguardo en plain air.

Alla PoliArt Contemporary sono presenti anche gli altri cicli più rilevanti della lunga e intensa ricerca dell’artista romano. Tra questi, il raro ciclo Profondo, in una relazione dialettica con la radicale bidimensionalità compositiva delle Biocities. Le opere di Profondo sono l’altro lato delle Biocities, sono la vertigine di ciò che tutti possono vedere, apparentemente in uno scatto rubato e occasionale: il fiato sospeso della tromba di una scala, l’improvviso di una facciata affondata nel cielo come una lama di luce, o il risveglio dello sguardo polveroso di un dio estinto, ai piedi di una colonna che sostiene la solidità irreligiosa di un tempio.

Chiudono la mostra alcune opere del ciclo più intimo di D’Orta, Geometrie Still Life, in cui l’artista fa uso della sua alchimia compositiva, che tuttavia non può risolversi nella bidimensionalità, ma esclusivamente nella risonanza interiore della luce, che solo il Mediterraneo, mare e cielo, può donargli. Come scrive Leonardo Conti nella monografia dedicata all’artista: “In queste opere risuonano la Sicilia, la Grecia e quell’Oriente che si bagna nello stesso mare. Sono le opere più commosse di D’Orta, ma di una commozione silenziosa, assorta, mai scontata. Sono l’omaggio a una leggerezza millenaria, la cui architettura non è fatta solo di templi, ma anche di una dignità intatta che si trasfonde in ogni casa, colonna, cupola, fregio, finestra, porta. Si sa, la memoria raramente vive nella storia, che tenta di risalire crolli di scale: la memoria si accende improvvisa nella luce di certe cose, imprevista, e non ci riempie soltanto gli occhi e l’intelligenza. D’Orta lo sa. Così, talvolta, ci pare di riconoscere un rilievo bianco, persino sfuggito alla folgorante levità di un Arturo Bonfanti, quella materia duttile e lievemente porosa che sostanzia i secoli”. LC




A PALAZZO LIBERA
Villa Lagarina (TN):

FAUSTO DE NISCO. Quadri barbari
a cura di Leonardo Conti
2 ottobre - 6 novembre 2021
Palazzo Libera - Villa Lagarina

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Palazzo Libera, museo dedicato al celebre architetto Adalberto Libera, ospita
QUADRI BARBARI, personale dedicata a
FAUSTO DE NISCO.

Nei venti dipinti esposti, in una pittura vertiginosa per accensioni cromatiche, è possibile entrare nella più recente ricerca dell’artista emiliano. Fausto De Nisco (classe 1951) è l’artista della pittura salvata, quella che, sulle ceneri della Transavanguardia, ha dovuto ritrovare l’alta qualità del mestiere e la profondità di uno sguardo capace di comprendere il mondo in cui siamo immersi.

Queste opere, raccolte da Leonardo Conti da un intenso lavoro dell'artista durato più di due anni, sono “barbare” perché tali possono apparire a una percezione che non sia pronta alla sorpresa e alla diversità rispetto a tutto ciò che è divenuto noto e forse banale. Si può anzi senz’altro affermare che questa pittura rappresenti una trasfigurazione del noto.

Ogni QUADRO BARBARO è una narrazione che lascia con il fiato sospeso. Il segno, spesso e nero ma talvolta tonale, conduce lo sguardo in avventure senza fine, che talvolta accelerano in un ritmo incalzante e più spesso si raccolgono in un intimo e potente lirismo. C’è una musicalità trascinante in queste opere, in grado di stemperare e approfondire il colore a olio in tonalità quasi acquerellate.

Se la precedente ricerca di De Nisco era caratterizzata da una magistrale fusione di frammenti di visibilità, mai riconoscibili eppure inspiegabilmente figurativi, ora prende il campo, tutto il campo, una rivelazione complessiva del colore e del segno in una folgorante confessione di un mondo liberato dal ciarpame di quelle parole e di quelle immagini che ci hanno illuso tradendoci.


Palazzo Libera
Via Garibaldi, 12 - Villa Lagarina

ORARIO
Lunedì martedì mercoledì e giovedì chiuso
Venerdì, sabato, domenica e festivi 10.00 - 18.00
ingresso libero
INFO
Comune di Villa Lagarina
0464 494202
cultura@comune.villalagarina.tn.it
www.comune.villalagarina.tn.it

Comunicazione: Spaini & Partners



Prossima mostra in galleria a Milano:
In galleria sarà presentata la monografia:

Carlo D'Orta
ARCHITEXTURES
Astrazioni architettoniche

a cura di
Leonardo Conti e Gianluca Marziani

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EclipseArte Edizioni 2020
pp.350



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